Tricopigmentazione Temporanea, perchè sceglierla reversibile?

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tricopigmentazione temporanea

La tecnica nota come “tricopigmentazione” è presente sul mercato in due varianti, quella permanente e quella temporanea. Come è semplice intuire, la prima non svanirà mai, mentre la seconda sì. La tricopigmentazione consiste nella realizzazione di micro depositi di pigmento nella pelle dello scalpo così da simularvi una fitta quantità di capelli che stanno spuntando. In questo modo si camuffa la calvizie. Tale copertura risulterà definitiva nel caso della tricopigmentazione permanente e reversibile in quello della tricopigmentazione temporanea.

 

I vantaggi della tricopigmentazione temporanea

Beauty Medical ha scelto di eseguire solamente la versione temporanea di questo trattamento perché crede fermamente che questa costituisca la decisione migliore per il cliente. Sono infatti numerosi i vantaggi della tricopigmentazione temporanea rispetto a quella permanente.

Innanzitutto, la libertà di scelta. Una tricopigmentazione temporanea permette di cambiare idea riguardo al proprio look. Non è detto che per tutta la vita si desideri avere il medesimo aspetto, ciò che piace a trent’anni potrebbe drasticamente cambiare col passare gli anni. Se si opta per una soluzione permanente si rischia di ritrovarsi, dopo qualche tempo, a disagio con la propria immagine.

In secondo luogo, la possibilità di modificare il trattamento per seguire le trasformazioni fisiologiche del volto. Oltre che a essere una questione legata al gusto personale, la possibilità di cambiare l’aspetto della propria tricopigmentazione risulta importante anche da un punto di vista strettamente tecnico. I naturali mutamenti dovuti all’invecchiamento infatti rendono necessario un aggiustamento continuo e graduale della tricopigmentazione, se si vuole che questa risulti sempre piacevole e adatta. Con una tricopigmentazione permanente, al contrario, si resterà per sempre vincolati all’aspetto stabilito inizialmente che potrebbe poi trasformarsi e risultare fake e ridicolo. Per non parlare poi delle problematiche che insorgono nel momento in cui la calvizie aumenta o quando i capelli diventano bianchi.

 

Sia nella temporanea che nella permanente il pigmento può modificarsi

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la qualità ottenibile. Tanto la tricopigmentazione temporanea quanto quella permanente all’inizio presentano dei depositi di pigmento perfettamente puntiformi e ben definiti. Tuttavia, poiché il pigmento è inserito nella pelle, che è un tessuto vivo, col passare del tempo questa definizione viene a poco a poco persa e il fenomeno si verifica molto di più nella tricopigmentazione rispetto al tatuaggio dato che nel primo caso il quantitativo di pigmento inoculato è decisamente inferiore e quindi più soggetto a mutamenti. Se il trattamento è temporaneo, nel momento in cui i punti perdono di definizione stanno ormai scomparendo e vengono rimpiazzati da nuovi perfetti depositi di pigmento. Con la tricopigmentazione permanente questo non succede, i bordi dei puntini si sfumano e si allargano, ma non scompaiono. Di conseguenza, chi sceglie questo tipo di trattamento si troverà prima o poi con un risultato non più di qualità. Se volesse poi liberarsene, l’unico modo sarebbe il costoso e impegnativo laser.

 

Una sessione di mantenimento all’anno per quella temporanea

Se si vogliono analizzare anche i limiti della tricopigmentazione temporanea, sicuramente si finisce col citare i mantenimenti annuali. Il trattamento temporaneo infatti richiede delle sessioni di ritocco più o meno frequenti per ripristinare e aggiustare il risultato. Questa caratteristica della tricopigmentazione temporanea non è però così problematica come potrebbe sembrare. I ritocchi sono sì necessari, ma si parla solitamente di una sessione, di mezz’ora circa, ogni 12 mesi. Insomma, è meno impegnativo di molte altre abitudini a cui ci atteniamo per la cura della nostra persona (come andare la parrucchiere). Infine, bisogna ricordare che anche la tricopigmentazione permanente richiede delle sedute di mantenimento anche se meno frequenti, solitamente una volta ogni 3/5 anni.