Tatuaggi indiani | Una delle culture che più influenzano il mondo dei tattoo

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Tatuaggi Indiani

Tatuaggi indiani | Una cultura che più influenza il mondo dei tattoo.

Tra le culture che più ci affascinano e che da secoli influenzano il mondo dei tatuaggi, ricordiamo quella degli indiani d’America.

Con il termine “nativi americani”, o “Pellerossa” indichiamo le popolazioni che abitavano il continente americano prima della colonizzazione da parte dei Paesi europei, e i loro discendenti.

Questi popoli sono riconosciuti con il termine “indiani”, denominazione che rappresenta ancora oggi oggetto di controversia. Fu Cristoforo Colombo a favorire la diffusione di questo termine poiché, giunto nel continente Americano credette di essere approdato nelle Indie Orientali.

Il nome “Indie Occidentali” fu coniato dagli spagnoli, e solo in seguito il continente fu rinominato “America” in onore di Amerigo Vespucci.

 

I tatuaggi indiani come eredità e simbolo di appartenenza

I popoli nativi americani sono sempre stati molto religiosi e la sfera spirituale svolge da sempre un ruolo fondamentale nella vita degli appartenenti al gruppo.

Non sorprende, quindi, che i tatuaggi siano oggi visti dai discendenti delle tribù come un mezzo per rimanere ancorati alle proprie origini, una sorta di eredità tramandata per diverse generazioni.

Ogni nucleo familiare ha dei simboli che predilige e che custodisce gelosamente da secoli. È molto difficile reperire informazioni poiché solo i membri della famiglia possono conoscerne il significato più profondo.

 

Come si realizzavano i primi tatuaggi?

Il metodo più diffuso consisteva nel tagliare la pelle utilizzando rocce o ossi appuntiti e nell’inserire il colore nelle ferite tramite sfregamento.

Per produrre il pigmento si utilizzavano piante con particolari significati sacri e medicinali.

 

Qual è il significato dei tatuaggi e quali sono i soggetti più rappresentati?

In passato, solo i guerrieri o gli sciamani potevano avere tatuaggi. In alcune tribù, dopo aver sconfitto il nemico, i vincitori erano tatuati per venerarne la forza ed esaltarne il coraggio.

Si crede ancora oggi che chi presenta un simbolo indiano sul proprio corpo sia dotato di una forza divina e di poteri sovrannaturali.

Uno dei soggetti più diffusi è l’acchiappasogni. Utilizzato in passato per indicare ai visitatori la professione di ogni membro della comunità, è divenuto nel corso del tempo una sorta di amuleto, efficace contro gli spiriti malvagi.

Si tratta di un cerchio di legno al centro del quale si annodano dei fili che, incrociandosi, danno vita a una fitta rete. Ai bordi del cerchio sono appese delle piume sacre. Si crede che questo oggetto sia in grado di intrappolare i brutti sogni in modo da permettere a chi lo possiede di dormire sonni tranquilli.

Le piume non mancano mai nei tatuaggi indiani. Rappresentano libertà e acquisiscono significati leggermente diversi a seconda dell’uccello a cui appartengono.

Negli ultimi anni vengono spesso realizzate donne pellerossa con copricapi ricchi di piume. Non dotati di alcun significato particolare, hanno però una valenza estetica importante.

Anche gli animali sono tra i soggetti preferiti dagli amanti del genere. Fin dall’antichità la caccia è una delle attività principali per il sostentamento delle tribù. Il rapporto con la natura è da sempre basato sul rispetto. In particolare, lupi, orsi e aquile erano venerati dai nativi americani, e considerati sacri. Il lupo è simbolo di intelligenza, coraggio e lealtà, l’orso di forza, l’aquila di saggezza.

 

Quali zone del corpo si prediligono?

Poiché i soggetti rappresentati sono complessi e possiedono un significato molto profondo e importante, le zone del corpo generalmente consigliate dagli artisti sono ampie. Di conseguenza, petto, schiena e spalle si prestano particolarmente ad essere aree adatte a questa forma artistica.