Micropigmentazione, un tatuaggio estetico o paramedicale?

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La micropigmentazione è una tecnica estetica volta all’abbellimento di svariati tratti del viso e del corpo tramite inoculazione sotto pelle di specifici pigmenti. Tale procedimento viene eseguito utilizzando dei macchinari che montano aghi e richiede una specifica preparazione tecnica da parte dell’operatore che lo realizza.

Con la micropigmentazione è possibile intervenire in numerosissimi casi e ai più disparati fini, ad esempio per ricreare in modo duraturo il make up quotidiano, per coprire cicatrici derivate da interventi chirurgici oppure ancora per simulare la presenza di capelli sullo scalpo nei casi di calvizie.

 

LA STORIA DELLA MICROPIGMENTAZIONE

La micropigmentazione trae le sue origini dall’antica arte del tatuaggio. A una prima occhiata le due tecniche risultano avere diverse similitudini, dal momento che il principio su cui si basano è il medesimo: inserire del pigmento sotto pelle utilizzando degli aghi. Si può ben dire quindi che la micropigmentazione è un ramo che parte dal tronco del tatuaggio, ma è importante sottolineare anche che tale tecnica è andata differenziandosi e specificandosi sempre più, acquisendo la propria autonomia e le proprie peculiarità.

E’ quindi a partire dal principio del tatuaggio che, negli anni’80, è nata in Cina l’idea di realizzare un make up con l’introduzione di pigmento sotto la pelle, così che l’effetto finale risultasse molto più duraturo del trucco tradizionale. A partire da questa rudimentale idea, col passare degli anni si è arrivati alla realizzazione di macchinari, aghi e pigmenti specifici implementati per trattare in modo sicuro anche zone molto delicate del volto, come occhi, sopracciglia e labbra. Con la tecnica del trucco permanente è oggi possibile andare a realizzare precisissime linee di eyeliner sulla palpebra inferiore o su quella superiore, definire il contorno labbra o colorarle interamente come farebbe un rossetto tradizionale e disegnare naturalissimi peletti così da infoltire e rimodellare il sopracciglio.

 

TRUCCO PERMANENTE, MICROPIGMENTAZIONE PARAMEDICALE E TRICOPIGMENTAZIONE

Abbiamo già visto i principali utilizzi della micropigmentazione estetica realizzata sul viso allo scopo di ricreare in maniera duratura l’effetto del trucco. Tuttavia, i vari sviluppi della micropigmentazione non si sono limitati al mondo del trucco, ma hanno visto nascere ulteriori tecniche, come la micropigmentazione paramedicale e la tricopigmentazione. Per tornare al paragone con l’albero, dal generico ramo della micropigmentazione si aprono quindi tre ulteriori ramificazioni: trucco permanente, micropigmentazione paramedicale e tricopigmentazione.

 

Micropigmentazione Paramedicale

Si parla di micropigmentazione paramedicale nel momento in cui il trattamento di micropigmentazione tocca una sfera al confine con il mondo strettamente medico e dermatologico. Questo avviene ad esempio quando si interviene su cicatrici cutanee, derivate da traumi o da interventi chirurgici, allo scopo di renderle meno visibili. Altri casi di intervento della micropigmentazione paramedicale sono poi la ricostruzione effetto 3D del capezzolo (necessaria dopo invasivi interventi di rimozione del cancro al seno) o la copertura di macchine ipocromiche della pelle.

 

Micropigmentazione dei capelli | Tricopigmentazione

Si parla invece di tricopigmentazione quanto la micropigmentazione viene eseguita sul cuoio capelluto. Tale tecnica è infatti nota negli ambienti anglofoni come SMP, scalp micropigmentation, che appunto significa micropigmentazione del cuoio capelluto. Con la tricopigmentazione è possibile ricreare l’effetto dato dalla presenza di capelli su teste affette da deficit pilifero, tanto nei casi di semplice diradamento quanti in quelli di alopecia totale o areata. Con la tricopigmentazione è inoltre possibile intervenire su esiti cicatriziali localizzati sullo scalpo, sempre al fine di minimizzarne la visibilità.